Interessante, in questo articolo, la presenza delle stime sugli anni di carcere fatti risparmiare allo Stato italiano da parte di San Patrignano.
Tale stima viene riportata ancora oggi come dato fondamentale per avvalorare l'importanza della comunità.

L'idea del risparmio in termini economici ritorna ossessivamente nella retorica di San Patrignano, è parte fondante dello stesso "programma educativo".

Il "tossico" imparando a risparmiare capirà come dare un valore alle cose e infine a se stesso, ben vengano quindi la privazione quasi totale dei beni materiali, il sequestro di qualsiasi effetto personale (dal flauto, al vestito particolare ecc...) e uno stile di vita spartano.

Tuttavia il risparmio, lavoro non retribuito, privazione del superfluo per chi è in "cura" cozzano terribilmente con lo sfoggio di ricchezza e l'egocentrismo del capo carismatico con i suoi animali selvatici, i camerieri e la villa che va sempre più espandendosi.

Ma non è questo il problema, chi ha detto che risparmiando, riducendo tutto ai minimi termini il risultato sarà migliore? Eppure è questo presupposto fallace a determinare tutte le scelte successive: utilizzare solo volontari come personale, limitare il più possibile il ricorso a dei professionisti, non versare i contributi agli utenti che lavorano, non investire nulla in termini di vivibilità delle camere da letto (letti a castello tripli, che manco in caserma...), obbligare le persone ad azzerare le proprie peculiarità e i propri interessi.

Due pesi e due misure insomma, i tossici da un lato e il leader insieme ai cittadini onesti dall'altro, chi infatti applicherebbe questa politica "del risparmio" a un'altra tipologia di utente?

Chi rivolgendosi a una struttura di cura si sentirebbe rassicurato nel sentire menzionare il risparmio ogni 3 parole? 
Io ritengo che Muccioli, ben consigliato dagli avvocati che lo difendevano, utilizzasse a suo vantaggio il repertorio di pregiudizi tipici del senso comune nei confornti del tossicodipendente e in generale una retorica da "bar dello sport" che proprio perchè scontata e banale non incontra resistenze nell'ascoltatore.