Da tempo, sopratutto sul web, si svolgono accesi dibattiti sui metodi di San Patrignano in cui alcune fazioni di ex ospiti si scontrano continuamente.

Di queste fazioni ne abbiamo individuato almeno 3:

Negazionisti - La prima fazione è quella di coloro che non riconoscono che a San Patrignano si siano svolte le nefandezze di cui la cronaca giuziaria è strapiena.

Giustificazionisti - La seconda è costituita da individui che pur riconoscendo che certe atrocità siano accadute sostengono però la tesi del fine che giustifica i mezzi, arrivando addirittura a ringraziare per il trattamento ricevuto.

Disertori e ammutinati - La terza, nella quale ci ritroviamo noialtri, è costituita da persone che:

1 - hanno sempre ammesso, rifiutandoli, i metodi medioevali utilizzati a San Patrignano;

2 - pur avendo in passato aderito a quelle prassi una volta usciti (e quindi liberi da condizionamenti) ne hanno denunciato le porcherie commesse;

3 - si trovano in rapporti di parentela (figli, fratelli, etc.) con alcuni degli ex ospiti assassinati, suicidati, torturati e sequestrati.

In questo post vengono riassunte le posizioni contrapposte tenute da questi gruppi, almeno le principali.
Vediamole insieme, ponendo sul tavolo - almeno per ora - una sola affermazione, la seguente:

A San Patrignano si sono verificati fatti talmente gravi (sequestri di persona, pestaggi, un omicidio, almeno 3 induzioni al suicidio, condizionamenti elettorali, traffici internazionali di valuta, etc.) che per loro quantità e natura superano la più fervida fantasia.

I negazionisti, come è ovvio, negano nella maniera più assoluta che certe cose siano realmente accadute.

I giustificazionisti invece, pur ammettendo che certi metodi siano stati realmente utilizzati, raccontano che quelli erano gli unici metodi validi affinchè la loro dipendenza potesse avere fine. E, proni, ringraziano.

I realisti, infine, spiegano così le tesi dei negazionisti e dei giustificazionisti:

In primo luogo va detto che fra i negazionisti qualcuno è certamente in buonafede, nel senso che non tutti erano a conoscenza di cosa accadeva nei vari reparti, sopratutto in quelli deputati alla "correzione" come la macelleria, la manutenzione, etc.
Posso affermarlo con certezza in quanto sono stato per 9 mesi, nell'87, nel reparto degli idraulici, da cui provenivano ben 4 individui incaricati di eseguire le "correzioni" corporali (Raimondo, Paro-Paro, Mandingo e Maurone) e nonostante condividessi con costoro il reparto di lavoro, le camere da letto, il tavolo in mensa e perfino il tempo libero mai mi ero accorto, in quei mesi, di cosa accadeva.
Venni a conoscenza di alcuni (non tutti) episodi di violenza solo dopo, nei mesi successivi, grazie alla discreta possibilità di movimento (e di osservazione) che mi era concessa in quanto studente e operatore dei bambini (doposcuola).

Inoltre va detto che certi fatti accaddero fino ad un certo momento, per poi trasformarsi in più accettabili (?) torture psicologiche. Quindi è possibile che coloro che sono entrati a sampa dopo il '92 non conoscessero certe storiacce.

Altri, fra i negazionisti, sono invece certamente in malafede perchè pur sapendo molte delle cose che poi sono affiorate alla luce continuano a negarle a spada tratta ... il che fa presumere un personale tornaconto, forse anche economico.

Sulla posizione tenuta dai giustificazionisti bisognerebbe invece scrivere parecchio, perchè è la posizione, spesso, di chi realmente ha avuto bisogno di quei metodi (almeno secondo la loro idea di rieducazione, non certo secondo la nostra).
Individui ben oltre i margini della società: persone che nella vita hanno conosciuto solo violenza e barbarie non possono che approvare quei metodi, quel "linguaggio", giacchè quello era (e purtroppo sembra che ancora sia) l'unico linguaggio comprensibile.

Fra costoro (giustificazionisti) vi sono pure coloro che sembrano essere affetti dalla Sindrome di Stoccolma.

I realisti, insomma, pur comprendendo le ragioni dei giustificazionisti (e condannando senza appello i negazionisti in malafede), ovvero cosa li spinge ancora oggi a difendere quei metodi, non negano nulla, hanno sete di verità e sopratutto di giustizia.
E il fatto che a quei tempi ciascuno di noi si guardava bene dall'opporsi pubblicamente a certi metodi, grazie al clima di terrore che affuscava anche le coscienze, non toglie che l'animus fosse identico, oggi come allora.
E anche se fra di noi vi sono persone che in passato si sono resi responsabili di alcuni dei fatti denunciati, salvo poi dissociarsene ampiamente grazie anche ad un lungo e penoso percorso di autoconsapevolezza, e di reale pentimento, questo non inficia la "limpidezza" della loro attuale posizione.

Queste, a grandi linee, sono le posizioni contrapposte.

E tu da che parte stai?

PPP