San Patrignano: le catene, i sequestri,
le morti violente e il ginepraio degli altri reati.

In questa pagina è raccolta, suddivisa in sezioni, tutta la storia di San Patrignano, dagli albori fino ai giorni nostri.
I dati sono stati reperiti dalle consistenti cronache giudiziarie, dall’archivio storico del Corriere della Sera, di Repubblica e di altri quotidiani e settimanali, da alcune trasmissioni televisive e da alcuni testi pubblicati in lingua italiana. Completano le fonti diversi dati di istituzioni pubbliche, soprattutto in merito ai risultati dei programmi (?) terapeutici.
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"Una villa principesca, di circa 1500 metri quadri, con un grande parco recintato, con fagiani, galli cedroni, fenicotteri rosa. Una volta c'erano anche i daini. E una gabbia con le pantere.
In cantina c'é la Jacuzzi, l'acquario di pesci tropicali, la sauna, la cantina di vini pregiati del figlio, il caveau blindato.
Per non parlare del parco macchine: suo figlio Andrea la Mercedes 300 e lo scooterone Honda, suo figlio Giacomo la Porsche Carrera cabrio e la Bmw K100 oltre ad una Range Rover per le gare di autocross.
Lui, Vincenzo, girava con la Mercedes 600, la moglie con una Bmw 318 familiare.
E infine il personale di servizio. C'era un maggiordomo in livrea che serviva il the su vassoi d'argento e in guanti bianchi. E cinque fra cameriere e stiratrici".
A raccontare é Roberto Assirelli, testimone contro Muccioli al processo per il delitto Maranzano. Ha lavorato tredici anni a SanPa dove é entrato come tossico e ne é uscito guarito: oggi é assessore PDS al bilancio e alla cultura al comune di Coriano.

La Ricetta dell'Amore

E a proposito di un suicidio:

 

 
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